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Maturità 1996/97 |
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| Questi i temi della prima prova scritta comuni a tutti gli indirizzi scolastici: | |||
1 |
''La cultura ha il compito di far valere di fronte alla forza le esigenze della vita morale. Contro il politico che obbedisce alla ragion di Stato, l'uomo di cultura è il devoto interprete della coscienza morale. Queste antitesi appaiono continuamente, or l'una or l'altra, nel dissidio tra i diritti della cultura e quelli della politica e colorano in varia misura il dissenso tra intellettuali e politici'' (N. Bobbio, 1954). Per quali ragioni il rapporto tra cultura e politica è conflittuale? Quali situazioni storiche, recenti o remote, consentono di verificare la natura dei rapporti tra cultura e politica? Sviluppate l'argomento proposto rispondendo ai quesiti indicati e integrandone, eventualmente, lo svolgimento con riferimenti ad altri aspetti da voi liberamente individuati. | ||
2 |
Voci di poeti a confronto: ''... E che pensieri immensi, che dolci sogni mi spirò la vista di quel lontano mar, quei monti azzurri, che di qua scopro, e che varcare un giorno io mi pensava, arcani mondi, arcana felicità fingendo al viver mio!'' (G. Leopardi, "Le ricordanze", 1829, in ''Canti'' 1831). ''Ma riadotti dai viottoli alla casa sul mare, al chiuso asilo della nostra stupida fanciullezza, rapido rispondeva a ogni moto dell'anima un consenso esterno, si vestivano di nomi le cose, il nostro mondo aveva un centro''. (E. Montale, ''Fine dell'infanzia'' 1924 in ''Ossi di seppia'', 1925). Il tema dei due testi è: la memoria dell'infanzia come condizione felice. Rilevate l'espressione diversa di questo tema attraverso un'analisi comparata dei due passi proposti. Individuate le peculiarità linguistiche e stilistiche riferendovi in particolare a: lessico, sintassi, struttura metrica. Tenendo presenti le date di composizione e di pubblicazione, collocate i due testi nel loro contesto storico. | ||
3 |
''La seconda rivoluzione industriale era molto diversa dalla prima, in quanto è stata scientifica in senso molto più stretto, molto meno dipendente dalle invenzioni di uomini pratici con poca, o nessuna base scientifica. Era volta non tanto a migliorare e a crescere i prodotti esistenti, quanto a introdurne di nuovi. Inoltre, più rapidi erano i suoi effetti, più prodigiosi i risultati che determinarono una trasformazione rivoluzionaria del carbone e del ferro, anche se questi prodotti rimanevano fondamentali, perché, dopo il 1870, si iniziava l'età dell'acciaio e dell'elettricità, del petrolio e della chimica''. (Da G. Barraclough, ''Guida alla storia contemporanea'', 1971). Accennate al contesto storico e geografico in cui maturarono sia la prima sia la seconda rivoluzione industriale, cogliendo le differenze anche sul piano delle conseguenze umane e sociali. Dite in quale misura ed in quali forme l'Italia fu coinvolta dal fenomeno nella seconda metà dell'Ottocento. | ||
| Il quarto tema, di indirizzo: | |||
classico |
''Sono dunque sei gli elementi costitutivi di ogni tragedia ... e sono
la favola, i caratteri, il linguaggio, il pensiero, lo spettacolo e la composizione
musicale''. ARISTOTELE, ''Poetica'' Partite da queste definizioni per una riflessione sulla tragedia greca e, in particolare, su quella letta in lingua originale nel corso dei vostri studi liceali. |
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scientificoe tecnico |
''Se ho potuto vedere più lontano degli altri, è stato poggiando
sulle spalle dei giganti''. I. NEWTON Quale il senso e quali le implicazioni dell'enunciato newtoniano? Può affermarsi senza ombra di dubbio che l'avanzamento della scienza è dovuto unicamente ad un cumulo lineare di conoscenze o anche a brusche rotture culturali e a teorie radicalmente nuove? |
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magistrale |
''La musica è, come ogni arte, una specie di ascesi, che vuole
raccoglimento, rinnovamento continuo di purezza, cuore che sa sgombrarsi
d'ogni interesse meschino e - sempre e soprattutto - esercizio, almeno di
frequenti e ben scelte audizioni. Insomma vuole diretta partecipazione e
fusione di attuale esperienza e di ricordo. L'infanzia ha diritto di esservi
iniziata''. G. LOMBARDO RADICE - Illustrate l'enunciato su riportato, soffermandovi sulla valenza formativa dell'educazione musicale. - Ipotizzate un percorso didattico di fruizione-produzione, da realizzare con gli alunni della scuola primaria. |
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linguistico |
''La nostra lingua, che siamo noi ed è più di noi, c'era prima e ci sarà dopo, si è incaricata delle nostre anime e custodirà i nostri ricordi''.(L. MURARO). Sviluppate e commentate l'enunciato proposto. | ||
artistico |
L'Italia è il paese delle cento città e dei mille paesaggi.Descrivete, nel modo che vi è più congeniale, le emozioni che suscita in voi un particolare scorcio paesaggistico della vostra o di altra regione italiana, rilevandone i caratteri formali dominanti, ma anche i motivi culturali e affettivi, che lo rendono così significativo e singolare. | ||
professionalearte applicata |
Trieste: ''Ho attraversato tutta la città. Poi ho salito un'erta,
popolosa in principio, in là deserta, chiusa da un muricciolo: un
cantuccio in cui solo siedo; e mi pare che dove esso termina termini la
città. Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un
ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e le mani troppo grandi
per regalare un fiore; come un amore con gelosia. Da quest'erta ogni chiesa,
ogni sua via scopro, se mena all'ingombrata spiaggia, o alla collina cui,
sulla sassosa cima, una casa, l'ultima s'aggrappa. Intorno circola ad ogni
cosa un'aria strana, un'aria tormentosa, l'aria natia. La mia città
che in ogni parte è viva, ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiava''. (U. Saba, da ''Trieste e una donna'', 1910-12). Analizzate e commentate il testo, ponendone in rilievo le connessioni con altre opere di Saba. Individuate le componenti stilistico-formali della lirica, con particolare riferimento al linguaggio poetico dell'autore. Inquadrate la produzione di Saba nel contesto poetico a lui contemporaneo. ''Nessun cittadino, nessuna Nazione potrà avere la coscienza tranquilla, finché la metà del mondo avrà fame, finché in due terzi dei paesi del mondo la produzione alimentare sarà insufficiente. La generazione attuale sarà giudicata dal successo o dall'insuccesso degli sforzi compiuti in questo senso''. (Dal ''Discorso'' di J. Kennedy al ''Congresso nazionale dell'alimentazione'', tenutosi a Washington il 4 maggio del 1963). Riflettete sulla questione proposta, con riferimenti storici alle cause del drammatico fenomeno della fame nel mondo e alle iniziative intraprese dai paesi avanzati per la soluzione dell'antico problema. |
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professionale |
Nuove tecnologie, nuovi moduli organizzativi e nuove forme di sviluppo nel settore terziario caratterizzano l'odierno mercato del lavoro. Dite in quale misura la formazione scolastica da voi sperimentata può consentirvi un efficace inserimento in tale realtà produttiva. | ||
arte applicta |
Il ''mito del classico'' fino alle più recenti riflessioni contemporanee, quale emerge anche dal recupero degli stilemi nel post-moderno. Affrontate la questione con valutazioni personali. | ||
sperimentale |
''La cultura ha il compito di far valere di fronte alla forza
le esigenze della vita morale. Contro il politico che obbedisce alla ragion
di stato, l'uomo di cultura è il devoto interprete della coscienza
morale Queste antitesi appaiono continuamente, or l'una or l'altra, nel dissidio tra i diritti della cultura e quelli della politica e colorano in varia misura il dissenso tra intellettuali e politici''. N. BOBBIO, 954 1) Per quali ragioni il rapporto tra cultura e politica è conflittuale? 2) Quali situazioni storiche, recenti o remote, consentono di verificare la natura dei rapporti tra cultura e politica? Sviluppate l'argomento proposto, rispondendo ai quesiti indicati e integrandone, eventualmente, lo svolgimento con riferimenti ad altri aspetti da voi liberamente individuati. |
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Il Principe aveva sempre badato a che il primo pranzo a
Donnafugata rivestisse un carattere solenne: [...]. Su di un solo particolare
transigeva: non si metteva in abito da sera, per non imbarazzare gli ospiti
che, evidentemente, non ne possedevano. Quella sera, nel salone detto
"di Leopoldo," la famiglia Salina aspettava gli ultimi invitati.
Da sotto i paralumi ricoperti di merletto i lumi a petrolio spandevano
una gialla luce circoscritta; gli smi-surati ritratti equestri dei Salina
trapassati non erano che delle immagini imponenti e vaghe come il loro
ricordo. Don Onofrio1 era già arrivato con la moglie, e cosí
pure l'Arciprete che [...] parlava con la Principessa delle beghe del
Collegio di Maria. [...] Tutto era placido e consueto, quando Francesco
Paolo, il sedicenne figliolo, fece nel salotto una irruzione scandalosa:
"Papà, don Calogero sta salendo le scale. È in frac!" 1 L'amministratore del patrimonio del Principe a Donnafugata. Il romanzo Il Gattopardo è opera dello scrittore siciliano Giuseppe
Tomasi di Lampedusa (896-957) ed è ambientato nella Sicilia del
860. Ha come figura centrale il principe Fabrizio Salina, un uomo di fine
cultura e sensibilità, che giudica con animo contrastato gli avvenimenti
italiani e siciliani dell'epoca: vede avanzare con spregiudicatezza i
nuovi ricchi e ambiziosi (come don Calogero, diventato sindaco); ma vede
anche che i giovani nobili, come suo nipote Tancredi, o borghesi, come
Angelica, la bellissima figlia di don Calogero, familiarizzano tra loro
e vanno incontro alle novità con entusiasmo. |
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Lo steddazzu1 Non c'è cosa più amara che l'alba di un giorno Val la pena che il sole si levi dal mare Cesare Pavese 1steddazzu: in dialetto calabrese (più correttamente stiddazzu) indica la cosiddetta "stella di Venere", che brilla in cielo poco prima dell'alba. Cesare Pavese (908-950, piemontese), narratore e poeta, fu uomo impegnato
intellettualmente e politicamente. Espresse nelle sue opere il disincanto
dopo l'illusione, la solitudine, quasi l'inutilità dell'agire;
morì suicida. Scrisse questa lirica quando era stato confinato
dal regime fascista in Calabria, nel 936. |
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